Missione generale a Dijon (1899)
Alcuni brani del Diario di B. Elisabetta della Trinità
|
Mercoledì 1 marzo [1899: Elisabetta compirà 19 anni il 18.07.1899]
La missione si avvicina e io raddoppio le preghiere per il suo successo e particolarmente per quell'anima che voglio assolutamente ricondurre a Dio. Questa idea mi perseguita [524/525] giorno e notte. Stamattina ho fatto la Comunione. Era l'inizio del mese di S. Giuseppe ed ho supplicato questo gran santo, in cui ho tanta fiducia, di venirmi in soccorso per la conversione di questo peccatore. Non so più che dire per toccare il cuore di Dio. L'ho pregato tanto, ma quel che più conta, non voglio scoraggiarmi. Padre buono – gli ho detto – in nome di Gesù, mio Sposo divino, olocausto sublime e prigioniero d'amore per noi, esaudite la mia preghiera. Lasciatevi commuovere dal valore di questa oblazione ineffabile, considerate tutto quello che soffre il vostro Figlio divino e non guardate alla miseria di colei che vi domanda grazia! O decretate la fine del mondo o ponete un termine a mali così grandi. Datemi quest'anima, la voglio per Gesù! Perché mi trovo ad aver fatto così poco per voi e non posso presentarmi a mani piene per chiedere da voi un favore che è l'oggetto dei miei ardenti desideri? Ahimé! mio Dio, non ho fatto nulla che mi dia un diritto; vi supplico, lasciatevi commuovere dalle mi e lacrime, dai miei sacrifici. Vi dono la mia vita. Ve l'ho già offerta in olocausto da tanto tempo per consolare il mio Sposo diletto. Fatemi morire, fatemi soffrire mille tormenti. È quello che bramo. Ma donatemi quest'anima, donatemela per Gesù, mio amore e mia vita, per Gesù di cui sostengo la causa. In nome di quest'Ostia, di questa Vittima sublime, non potete rifiutarmi nulla. È solo un suo nome che io, povera e miserabile creatura, oso levare i miei sguardi verso di voi, perché lo amo fino a morirne! (Diario, in: Scritti, p. 524-525)
Sabato, 4 marzo [1899]
Ritorno ora dalla cattedrale, dova ha avuto luogo la funzione di apertura della Missione. È stata una cerimonia grandiosa, mi sento ancora tutta commossa. Con quanto slancio ho pregato, supplicato Dio onnipotente per i poveri peccatori! Con quanta passione gli ho rinnovato il sacrificio della mia vita offrendomi in olocausto, a somiglianza di Gesù, mio Sposo diletto, per cui amore desidero tutte le sofferenze e le tribolazioni. L'apertura della Missione è stata [525/526] splendida. Monsignore è salito in cattedra ed ha parlato sullo scopo di questa Missione che deve risvegliare tante anime dal sonno in cui giacciono sepolte. Dopo il sermone c'è stata una magnifica processione a cui hanno preso parte tutta la scuola di canto, il Seminario, i Canonici, i Redentoristi, il Vescovo. Le voci angeliche dei giovani leviti risuonavano così pure, così soavi entro la volta della immensa basilica. Erano canti così belli e commoventi che io sentivo colare le lacrime. O Dio onnipotente, lasciatevi commuovere, mitigate la vostra collera! Tante anime v'implorano in nome di Gesù, l'olocausto supremo... (Diario, in: Scritti, p. 525-526) |