Santa Teresa del Bambino Gesù e i malgasci
Santa Teresa del Bambino Gesù e i malgasci
Santa Teresa del Bambino Gesù (la Santa di Lisieux) è una delle sante più popolari del mondo, la sua effige è presente nella maggior parte delle chiese. Anche in Madagascar, Teresa è la santa più conosciuta essendo Patrona delle missioni. E il Madagascar è terra di missione.
Si può dire che l’aspetto della spiritualità più vicino alla sensibilità malgascia è la “piccola via”. La piccola via di Teresa è una via alla portata di tutti. È la strada della fiducia, dell’abbandono, dell’umiltà. La piccola via teresiana, chiamata anche via dell’infanzia spirituale, è una strada, un modo di vivere la nostra comunione con Dio e sgorga dall’insegnamento di Gesù : “«In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18, 3). Nell’amore, Teresa si abbandona completamente nelle braccia di Gesù, suo Sposo. L’amore di Gesù al cuore del quotidiano, ecco ciò che consiglia la nostra Santa a tutti.
I malgasci, nonostante i caratteri diversi, cercano di vivere l’amicizia, l’amore vicendevole, l’abbandono totale a Dio, fonte di tutti i beni. I malgasci, malgrado la difficoltà della vita, non si scoraggiano, anzi, mettono la loro vita nelle mani di Dio. In genere, la gente cerca di affidarsi totalmente a Dio che è veramente conforto e sostegno nella vita.
In un proverbio malgascio, dicono : “Andriamanitra tsy andrin’ny hafa andriko ihany”, e si può tradurre : “Il Dio che gli altri non possono aspettare, io l’aspetto”. Questo proverbio che tutti conoscono e ripetono, manifesta un abbandono fiducioso nelle mani di Dio.
Sappiamo quanto viva è stata la coscienza della missione nel cuore di Santa Teresa del Bambino Gesù che lei non cessa di continuare anche dopo la sua morte. E una missione postuma. Questa missione influisce nel cuore dei malgasci come tutte le altre persone. Si vede bene che questa santa giovane carmelitana è propria missionaria.
Ma siamo tutti missionari per vocazione cristiana. In seguito a Santa Teresa che è diventata Patrona delle Missioni, capiamo che la missione comincia prima di tutto nel cuore, per la preghiera e la contemplazione interiore. Poi, si allarga verso gli altri. La nostra missione ha per scopo essenziale di evangelizzare, cioè di fare passare tutto il vangelo nel cuore e la vita dei nostri fratelli, di fare conoscere il Dio Vero ed Unico, di formare dei cristiani autentici, cosciente della loro appartenenza a Gesù Cristo e della loro solidarietà con tutti gli altri membri della chiesa, di mostrare una testimonianza di amore attraverso le nostre parole, i nostri atti, i nostri gesti, tutta la nostra vita.
Ogni persona è chiamata ad amare ed ad essere amata, ogni persona può amare nella sua vita quotidiana. Non c’è bisogno di fare delle grandi cose ma soltanto fare ogni cosa per amore, con amore come dice Santa Teresa stessa. Questa spiritualità mi ha aiutato a scoprire che ogni uomo, ogni donna, con la grazia di Dio, può essere capace di amare. Più precisamente, è Dio che nella sua bontà, abita in ogni uomo, nel più profondo. Lui è all’origine di ogni amore.
Santa Teresina ha cercato di vivere l’amore; con l’aiuto di Dio e l’intercessione della nostra sorella, riusciremo anche noi a vivere veramente l’amore, fonte di ogni bene.
P. Gilbert RAZAFINDRABEZAKA (ocd)