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Doni di Dio

Il "pozzo spirituale"

 

Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna».
Gv 4,13-14.


S. Teresa d’Avila 
 

Il pozzo spirituale

 
 

 

“Se ci dà i suoi tesori, è solo a patto...” (V 10,6)

 

6 – E’ necessario che ci rinnoviamo in fervore per maggiormente servirlo e che facciamo il possibile per non essergli ingrati. Se ci dà i suoi tesori, è solo a patto che ne facciamo buon uso, approfittando dello stato sublime in cui ci mette; altrimenti ce ne spoglierà e ci lascerà più poveri di prima per darli ad anime che li sappiano meglio far risplendere, trafficandoli in proprio ed in altrui vantaggio. Chi non sa di essere ricco, come può spendere con larghezza e giovare ad altri? Data la debolezza della nostra natura, se non ci si riconosce favoriti da Dio, credo che sia impossibile aver animo per grandi cose.

Siamo così miserabili e così portati alle cose della terra, che chi non è convinto di aver già un pegno di quelle del cielo, ben difficilmente può staccarsi dal mondo e disprezzarlo.   Con quei doni abbiamo pure questa forza, che poi perdiamo con i nostri peccati . Ma se non ci sentiamo in possesso di questo pegno dell'amore di Dio, e non siamo animati da viva fede, non sarà troppo facilmente che riusciremo a bramare di essere malvisti e disprezzati e a praticare le grandi virtù   delle anime perfette. La nostra natura è così fiacca che non seguiamo se non ciò che ci colpisce al presente. Ne viene così che quei favori servono pure a eccitare la fede   e a fortificarla. Può darsi che, misera come sono, giudichi gli altri da me stessa, e che mentre io miserabile ebbi bisogno di tanti aiuti, agli altri invece per intraprendere opere perfettissime siano sufficienti le sole verità della fede. A loro dirci come ciò avvenga, io non fo che obbedire, e racconto quello che è avvenuto a me.


S. Teresa d’Avila , Vita 10,6.

 

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